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@poesie@ - baronerosso
La poesia è il cibo dell´ anima Non fare nella vita cose che possano metterti preoccupazione se gli altri vengono a saperle (Epicuro)
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-William e Emily- c' è qualcosa nella Morte che ricorda l' amore. Se con qualcuno con cui avete conosciuto la passione, e la vampa del giovane amore, dopo anni di vita comune, sentite spegnersi la fiamma; e così insieme svanite, a poco a poco, soavemente, per così dire abbracciati, nella stanza consueta- c'è, fra gli spiriti, un unisono che ricorda l' amore! (E. L. Masters da Antologia di Spoon River)
-Sarah Brown- Maurizio, non piangere, non sono qui sotto il pino. L'aria profumata della primavera bisbiglia nell' erba dolce, le stelle scintillano, la civetta chiama,ma tu ti affliggi, e la mia anima si estasia nel nirvana beato della luce eterna! Va' dal cuore buono che è mio marito, che medita su ciò che lui chiama la nostra colpa d' amore:- digli che il mio amore x te, e così il mio amore per lui, hanno foggiato il mio destino- che attraverso la carne raggiunsi lo spirito, pace. Non ci sono matrimoni in cielo, ma c' è l' amore (E.L. Masters, Antologia di Spoon River)
I QUATTRO ELEMENTI -I. Il fuoco- Il Sole, incurante dell'equinozio copre il corpo dell'Amica di premure le imbruna la pelle, le indora i peli mentre lei , felice, si dissolve in ozio. E poi, ancora, lascia che la brezza sfiori il suo viso infantile e i suoi capelli in modo che io, infine, vedendo la trattativa non possa evitare di ingelosirmi. E incalzo, affronto il Sole con aria di sfida allo stesso tempo che, in uno sfogo le proibisco formalmente di continuare quel dubbio e pericoloso gioco... e per proteggerla, copro l'Amica con l'ombra spessa del mio corpo in fuoco.
-II. La terra- Un giorno, stando su verdi prati io e l'Amata, a vagare, godendoci la brezza eccola che ferma le mie carezze e si china, e guarda la terra, e la osserva con volto cauto e sguardo dissimulato e, in più, mi dimentica; e, in più, diventa assorta come se i miei baci fossero mal dati e la mia mano non fosse più precisa. Irritato, mi allontano; ma l'Amata al mio sdegno, dolce, mi intrattiene con quell'astuzia che il sesso le ha dato. Ma io che non sono sciocco, non dico nulla... Ah, è così... (solo penso). Ebbene: prima che la terra la mangi, mangio io.
-III. L'aria- Con mano contenta l'Amata apre la finestra bramando il vento sul suo viso e il vento, gioviale, entra disposto a compiacersi della sua volontà. Ma nel toccarla e constatare che bella e che morbida, e il corpo che grazioso il vento, all'improvviso, ci prende gusto e inizia così a giocare con lei. Io al principio non mi accorgo di nulla... ma dopo nel notare che l'Amata ha un'aria confusa e arrossito il viso ogni volta che il vecchio vento viene ve lo allontano, e porto via l'Amata: -anch'io simulo il vento molto bene!
-IV. L'acqua- L'acqua bagna l'Amata con così chiari mormorii, tiepida nel bagnare l'Amata che io, tutto orecchi, prendo a sognare i suoni come se fossero luce vibrata. Ma sono tali i sussuri e le impudenze che, dal suo dolce peso allontanata le dice l'acqua, che io freddamente affronto i fatti, e mi dispongo all'imboscata. E attendo l'Amata. Quando esce, la obbligo a raccontarmi cosa c'è stato fra lei e l'acqua: Me lo confessi! Me lo dica! E così la trascino nella camera contigua confusa dal pensare, nella sua tristezza che non so come l'acqua sia mia amica. -Montevideo, aprile 1960- (da Libro dei Sonetti, Vinicius De Moraes)
Ahimè! Ah vita! Di queste domande che ricorrono, degli infiniti cortei di senza fede, di città piene di sciocchi, di me stesso che sempre mi rimprovero, (perché chi più sciocco di me, e chi più senza fede?) di occhi che invano bramano la luce, di meschini scopi, della battaglia sempre rinnovata, dei poveri risultati di tutto, della folla che vedo sordida camminare a fatica attorno a me, dei vuoti ed inutili anni degli altri, io con gli altri legato in tanti nodi, la domanda, ahimè, la domanda così triste che ricorre -Che cosa c'e di buono in tutto questo, ahimè, ah vita? Risposta: Che tu sei qui -che esiste la vita e l'individuo, che il potente spettacolo continua, e tu puoi contribuirvi con un tuo verso. (da Foglie d'erba, Walt Witman)
Talvolta con uno che amo mi riempio di rabbia perché temo di effondere un amore non corrisposto, ma io credo che non ci sia amore non corrisposto, il compenso è certo in un modo o nell'altro (amai una certa persona ardentemente e il mio amore non fu corrisposto, eppure per esso ho scritto questi canti). - da Figli d'Adamo, Walt Witman-
E in quel momento della sua narrazione Sheherazade vide apparire l'alba e tacque discretamente. (Le mille e una notte)
Ogni volta che penso a te ti vedo così, ci vedo così, fissati per sempre su quella tela, invulnerabili alla corrosione della cattiva memoria. Posso divagarmi a lungo su quella scena, fino a sentire che entro nello spazio del quadro e non sono più colui che osserva, ma l'uomo che giace accanto a quella donna. Allora si spezza la simmetrica quiete del dipinto e sento le nostre voci vicinissime. 'Raccontami una storia,' ti dico. 'Che storia vuoi?' 'Raccontami una storia che non hai mai raccontato a nessuno.' -Rolf Carlè- ( da Eva Luna Racconta, Isabel Allende )
Il re ordinò al suo visir che ogni notte gli portasse una vergine, e quando la notte era trascorsa dava ordine che la uccidessero. Così fece per tre anni, e in città non v'era più donzella alcuna che potesse servire per gli assalti di quel cavalcatore. Ma il visir aveva una figlia di grande bellezza chiamata Sheherazade... che era molto eloquente ed era un piacere ascoltarla. (Le mille e una notte)
Questa donna che si getta, fredda e lubrica nelle mie braccia, e al suo seno mi avvince e mi bacia e borbotta versi, promesse d'amore e improperi. Questa donna, fiore di malinconia che ride dei miei pallidi timori l'unica fra tutte a cui ho fatto le carezze che non avrei mai fatto a un'altra. Questa donna che a ogni amore proclama la miseria e la grandezza di chi ama e in sè conserva i segni dei miei denti. Questa donna è un modo! -una cagna forse...- ma nella cornice di un letto nessuna donna è mai stata così bella! (Da Libro dei Sonetti, Vinicius De Moraes. Rio, 1937)
" Se non penserò all'amore, non sarò niente. " Paulo Coelho
Non posso vivere nell'ignoranza Mi occorre vedere sentire e abusare Sentirti nuda e vederti nuda Per abusare delle tue carezze Per fortuna o per disgrazia Io conosco a memoria il tuo segreto Tutte le porte del tuo impero Quelle degli occhi quelle delle mani Dei seni e della bocca dove ogni lingua si scioglie E la porta del tempo si apre fra le tue gambe Il fiore delle notti d'estate alle labbra della folgore Alla soglia del paesaggio dove il fiore ride e piange Pur serbando questo pallore di perla morta Pur donando il tuo cuore pur aprendo le tue gambe Sei come il mare che culla le stelle Sei il campo d'amore tu unisci e separi I folli e gli amanti Sei la fame il pane la sete la grande ebbrezza E l'ultimo connubio tra sogno e virtù (Paul Eluard)
Perché io sono la prima e l'ultima, Io sono la venerata e la disprezzata, Io sono la prostituta e la santa, Io sono la sposa e la vergine, Io sono la mamma e la figlia, Io sono le braccia di mia madre, Io sono la sterile, eppure sono numerosi i miei figli. Io sono la donna sposata e la nubile, Io sono colei che dà la luce e colei che non ha mai procreato, Io sono la consolazione dei dolori del parto. Io sono la sposa e lo sposo, E fu mio il mio uomo che mi creò. Io sono la sorella di mio marito, Ed egli è il mio figliolo respinto. Rispettatemi sempre, Poiché io sono la scandalosa e la magnifica. (Inno a Iside, sec. III o IV)
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