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¤¤ A-NOR-M-ALiCE ¤¤
¤¤ A-NOR-M-ALiCE ¤¤ - alice
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Anche quella sera Alice aveva fatto tardi servendo al locale, quei quattro ubriaconi non ne volevano mai sapere di tornare alle loro stamberghe prima delle tre di notte.. e come dargli torto? Non è piacevole passare troppo tempo in un buco sporco ed umido, meglio i tavoli intrisi di odori ormai irriconoscibili e le sedie zoppicanti di un ammazzatoio di periferia. E Alice infatti li capiva.. non che lei se la passasse molto meglio, le soffitte non sono mai dei posti gradevoli dove stare.. ma lei non poteva permettersi altro, e così anche quella sera fece girare la chiave nella serratura ed entrò nella sua stanza. Perché appunto la sua casa consisteva in una sola stanza.. si buttò vestita sul letto e,con mano resa languida dalla stanchezza, aprì il cassetto del comodino e cominciò a cercare qualcosa.. che non trovò.
Alice soffocò un moto di rabbia.. aveva terminato la sua scorta di stupef@centi! Come avrebbe passato quella notte? Doveva assolutamente procurarsene.. ma a quell'ora della notte non sapeva come fare, visto che si riforniva abitualmente al locale dove lavorava. Spaventata ed inquieta dalla prospettiva di trascorrere la notte tra i soliti incubi e dolori, decise di scendere nello scantinato dove abitava un ragazzo che tutti chiamavano "White Rabbit", per la sua carnagione chiara, il pince-nez e l'abitudine di guardare una grosso orologio a cipolla, oltre che per la sua aria sempre affannata e spaurita. Alice quindi cominciò a scendere le scale.. e più scendeva più le sembrava di scendere dentro ad un profondo pozzo,con l'oscurità che si faceva sempre più fitta. Alla fine arrivò alla porta della cantina e scese le ultime scale.
Alice bussò alla porta, che subito si aprì.. insieme a White c'era un altro tossico della zona, detto "il Topo", con due occhi giallastri, sguardo furtivo e di minuto aspetto. - White hai roba da vendermi o sai dove posso trovarne?- chiese Alice. -Roba non ne ho.. ma io e il Topo stiamo aspettando Chesh the Cat per andare ad una festa della famosa Queenie Heart, e li roba ce ne sarà un sacco.. se vuoi vieni anche tu- rispose White. Questo Chesh era un tipo un pò losco, Alice pensò che forse era meglio non andare. DI SOLITO ALICE SI DAVA DEGLI OTTIMI CONSIGLI, MA POI LI SEGUIVA RARAMENTE. -Va bene- rispose Alice e si sedette sul divano. White cominciava ad agitarsi, -povero me, povero me.. arriveremo sicuramente troppo tardi!- diceva. Intanto il Topo fissava Alice e le sue magre gambe che spuntavano dalla gonna corta.
All'improvviso la porta si spalancò e la faccia tonda di Chesh the Cat fece capolino, e si aprì nel suo tipico ghigno felino e sorridente. -ma bene siamo in quattro.. in quattro si viaggia meglio, quando si sa dove bisogna andare- disse The Cat, e con un cenno fece loro segno di seguirlo. E così si misero in cammino verso il locale di Queenie, da tutti conosciuto come "il Giardino". La notte era così scura che Alice doveva far attenzione a non perdere di vista i suoi compagni, soprattutto in quella zona della città di Wonder, dove il meno che ti poteva capitare era risvegliarti al mattino con qualche organo in meno e qualche malattia infettiva in più. White metteva fretta a tutti, mentre The Cat lo prendeva in giro e il Topo non perdeva di vista entrambi. Eppure Alice,vuoi per la stanchezza e per mancanza d'attenzione,si perse.
Non se ne accorse subito, ma quando non vide più la pallida sagoma di White, terrorizzata si mise a correre di qua e di là! Alla fine si sedette su un marciapiede in lacrime e maledisse la propria sfortuna. Le pareva che mille occhi come puntini luminosi la stessero spiando, poi si asciugò il viso e si accorse che quei puntini luminosi formavano come un fungo.. un edificio a forma di enorme fungo! Alice corse verso quelle luci e.. era proprio una casa! Ma le porte erano chiuse da assi.. c'era solo una scala a pioli appoggiata a una parete e dal tetto si alzava un sottile filo di fumo. -perso per perso- si disse Alice.. e salì fin sul tetto. Subito una voce profonda si fece sentire, -chi sei?- disse la voce. Alice scrutò nel buio e vide un vecchio che fumava da un grosso narghilè, e subito si accorse che era cieco.
-Stavo andando ad una festa e mi sono persa- rispose Alice. -Sei proprio sicura di voler andare in quel posto, bambina? Su siedi con me e fuma un pò.. dopo risponderai alla mia domanda- rispose il vecchio. Alice tirò alcune boccate dal narghilè e fissò il vecchio negli occhi.. parevano due specchi opachi e piano piano gli sembrò di vedere qualcosa riflesso attraverso quegli specchi.. anzi.. qualcuno. Vide se stessa come era un tempo.. una ragazzina come tante, con sogni e speranze e pochi pensieri.. poi le parve che il suo viso diventasse sempre più magro mano a mano che tutti quei sogni e speranze si spegnevano, vide se stessa buttare piano piano la sua vita ogni giorno, senza reagire a nulla, fino al momento in cui vedeva la casa del vecchio, seduta sul marciapiede. -vuoi rispondere adesso?- le disse il vecchio.
-Vecchio non c'è nulla di sicuro nella mia vita, adesso però devo proprio andare, non sapresti indicarmi la strada per "il Giardino"?- rispose Alice, ma mentre diceva queste parole evitava di guardare il vecchio.. anche se sapeva che lui non poteva vederla. -Bambina io non scendo mai da questo tetto.. ma se vuoi chiedere al pub di Mad Hatter, sta proprio in fondo a questa strada, c'è un grosso bricco da thè come insegna, digli che ti manda il Califfo e forse te lo dirà, addio- e pronunciate queste parole il vecchio perse qualsiasi interesse verso Alice, continuando a fumare e guardando nel vuoto. Alice scese dal tetto e si diresse in fondo alla strada correndo a perdifiato! Presto giunse alla locanda, il bricco era illuminato da una candela e si leggeva un'insegna, "Al Pozzo di Melassa". Alice spinse la porta ed entrò.
-è permesso?- disse Alice. Il pub era un unico stanzone con diversi tavoli lungo tre pareti.. completamente vuoto eccezion fatta per uno, dove sedevano tre persone.. Un tizio con un naso enorme ed un cappello a cilindro, un altro con due orecchie lunghissime che gli ricadevano sulle spalle, con un papillon azzurro, ed un terzo che sembrava un bambino tanto era piccolo.. e dormiva. -mi spiace il locale è al completo, torni domani- rispose il tizio col nasone. -completo? Ma se è vuoto.. comunque avrei bisogno solo di un'informazione- rispose Alice. -Tutto dipende dal TIPO di informazione- disse il tizio con le orecchie lunghe. -Ecco il Califfo mi ha..- cominciò Alice, ma il tizio con il naso enorme con un cambio repentino di umore la invitò al tavolo e cominciò le presentazioni.
-Signorina lasci che mi presenti.. tutti mi chiamano Mad Hatter, questo signore con il papillon è Marzolino e quell'altro che dorme si chiama Ghiro! Beva un pò di questo thè del Tempo Ammazzato e ci chieda quello che vuole- disse l'uomo col naso enorme. Alice accettò la tazza che le veniva offerta e cominciò a bere.. ma quel thè sembrava non finire mai! Ad un certo punto le parve di nuotare dentro quella tazza, insieme a uccelli di varie specie, un grifone, una tartaruga, un bambino che sembrava un porcellino e delle aragoste. A tutti loro chiese dove poteva trovare "il Giardino", ma quelli nuotavano in tondo e cantavano una strana canzone. Poi tutto si confuse in un vortice verde e Alice si trovò davanti alla porta di un parco abbandonato.
Alice si accorse di avere i vestiti tutti in disordine.. e si sentiva sporca e con il corpo tutto segnato da colpi e graffi.. ma non le importava cosa le avessero fatto quei tre dopo averle drogato il thè, perché si accorse che l'avevano lasciata di fronte all'ingresso del locale di Queenie! Di fronte alla porta c'era un uomo che pareva un uovo vestito a festa.. aveva dei vestiti colorati ed un cappellino minuscolo sulla testa calva, e guardò Alice con sospetto, -parola d'ordine- le chiese con una vocina sottile che faceva a pugni con la sua non indifferente mole. Alice si ricordò che The Cat aveva detto qualcosa a proposito.. si sforzò di ricordare ed alla fine un lampo le si accese nella mente, -Humpty Dumpty- disse! Il tizio alla porta le fece un sorriso che ad Alice parve triste, e la fece passare.
Alice varcò la soglia e si trovò in un enorme giardino, dentro una serra illuminata da una luce rossastra, tipo un localino di striptease di infimo ordine. Tutto l'arredamento era a forma di cuore.. sedie, tavoli.. divani e contenitori in cui si poteva trovare qualsiasi tipo di droga. Alice si lasciò cadere su una poltrona e cominciò a servirsi di tutta quell'abbondanza. In lontananza le parve di vedere The Cat che le sorrideva maligno, il Topo che sembrava stranamente nervoso e addirittura vide la famosa Queenie circondata da ragazzi bellissimi con indosso solo uno slip a forma di cuore. Solo non riuscì a vedere White.. chissà dove stava correndo affannato. Alice perse la cognizione del tempo, ma ad un certo punto un suono di sirene la riportò alla realtà.
All'improvviso si trovò un paio di manette ai polsi e capì che la polizia di Wonder aveva fatto appena irruzione nel locale.. Si ritrovò chiusa in un cellulare insieme a White. -quell'infame del Topo ci ha venduti alla polizia, hanno preso anche Queenie! Soltanto The Cat non si è potuto trovare.. è come scomparso- le disse, ancora più agitato del solito. E come dargli torto? Alice sapeva che a Wonder, reati come questo erano puniti con il taglio della testa! Alice venne messa in una cella da cui si vedeva uno spicchio di cielo, e le sembrava la notte di scorgere in lontananza un filo di fumo bianco salire lontano, e pensava alle parole del Califfo. Il Processo fu veloce e le condanne seguirono rapide.. ma la testa fu tagliata soltanto a Queenie! Alice fu condannata a restare per sempre nella sua cella.
Quella stessa sera Alice fece un sogno strano.. rivisse tutto quello che le era accaduto all'incontrario, fino al momento in cui si buttava sul letto nella sua stanza, tornando dal lavoro. Di colpo si svegliò e si rese conto.. di trovarsi proprio nella sua stanza! Era stato dunque tutto un sogno? Eppure tutto le era sembrato così vero.. ma non si fece troppe domande e si addormentò di nuovo.. per svegliarsi nuovamente nella sua cella! E da quel giorno le accadde sempre questa stessa cosa.. ogni volta che prendeva sonno, si svegliava nella sua stanza, se si era addormentata nella sua cella, e viceversa! Ma lei fece come aveva sempre fatto nella vita.. non ci pensò sopra troppo. INFATTI QUESTA STRANA RAGAZZA CREDEVA A VOLTE DI ESSERE DUE PERSONE DIVERSE. e ancora adesso è intrappolata nel suo sogno...
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NON POSSO DIRTI ADESSO QUALE SIA LA MORALE DI TUTTO CIò, MA TRA UN MINUTO ME NE RICORDERò
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....sii sempre quello che vuoi sembrare che sei....
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