Dall’alto del campanile della cattedrale, dominava in un solo sguardo l’intera città. Il temporale che da giorni imperversava aveva ormai raggiunto la sua massima potenza. Lampi e tuoni si susseguivano senza sosta nella notte più nera che la sua mente ricordasse. Piangeva, in ginocchio, senza fremiti e senza singhiozzi; gli occhi bianchi spalancati fissavano il vuoto colmo di pioggia. Nel pugno stringeva un crocefisso, il suo crocefisso d’argento. Lacrime di sangue scesero dai suoi occhi e si persero nel diluvio.