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Platone e la metempsicosi


"Contiamo qualcosa solo in virtu' dell'Essenza che incarniamo, e se non riusciamo a realizzarla la nostra esistenza e' sprecata."
(Carl Gustav Jung)

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Nel X libro della Repubblica Platone descrive in un mito l'Aldila' e svela cosi' la sua profonda concezione della
Vita e della Morte.

Er muore in battaglia. Dopo dodici giorni la sua anima giunge quasi senza avvedersene, come seguendo un comando divino, in un luogo, un grande prato, in cui trova le anime di tutte le persone appena trapassate. Davanti a loro si aprono quattro vie: una conduce al Cielo, una ne discende, la terza conduce alle profondita' della Terra, l'ultima ne risale. In mezzo alle quattro vie siedono le Moire, ovvero le Chere, divinita' intermedie che presiedono al Destino. Si chiamano Atropo, Cleto e Lachesi, il loro compito e' filare, avvolgere e tagliare il filo delle vite umane. Le anime sfilano davanti a loro per essere giudicate. Le Moire valutano inflessibilmente tutte le azioni compiute in vita, dopodiche' le anime giudicate giuste prendono la via che sale verso l'alto, le ingiuste si avviano verso le profondita'.

Er osserva alcune anime pure tornare dalla via del Cielo, dopo avervi attraversato un periodo in beatitudine. Anche dalla via che risale dal basso le anime risalgono, purificate da un periodo di sofferenza in proporzione alle loro colpe. Queste anime si preparano ad una nuova esistenza terrena. A questo punto ciascuna Anima e' chiamata a scegliere la vita futura che andra' ad incarnare, optando tra una vita buona o una meno buona in base alle necessita' del Se'. Subito dopo, infatti, l'Anima incontra un'altra divinita': la terribile Ananke, la Necessita', con la quale stabilisce il patto definitivo. E quindi si avvia a rinascere.

Affinche' possa compiersi il Destino che ha scelto e pattuito, all'Anima verra' affiancato un Daimon, una sorta di voce interiore, che - se lasciata agire - tendera' costantemente a riportare la persona nel suo giusto percorso. Il Daimon viene descritto come una sorta di spirito protettore che sapra' sempre consigliare all'uomo o alla donna di non derogare in questa vita alle scelte fatte nell'Aldila'. Poiche', questo e' un punto fondamentale, una volta in Terra l'Anima non serbera' alcun ricordo dell'Altrove, ne' avra' il benche' minimo sentore delle ragioni per cui ha optato per un'esistenza invece che per un'altra, sia essa da povero o da ricco, da miserabile o da potente. E quindi ci si dispera per cio' che crediamo ci sia toccato in sorte, mentre siamo stati noi a volere questa vita che ci appare tanto misera. E' in questo punto che Platone svela la sua insondabile profondita'.

Coloro che in vita hanno agito da prepotenti non sceglieranno mai piu' esistenze simili, poiche' hanno sperimentato come il potere causi dolori e lutti.
Coloro che invece hanno fatto del bene incondizionatamente magari possono essere tentati a sperimentare una vita di potere. E' questa la teoria della metempsicosi, che non prevede memoria delle vite antecedenti ed interpreta l'esistenza terrena come un progetto evolutivo, una specie di palestra di maturazione e crescita.

La dottrina della reincarnazione, invece, fa permanere molti elementi delle esistenze passate nella mente di chi vive. Questa e' una teoria che appartiene all'Induismo e comporta anche la possibilita' di retrocedere nella scala evolutiva. Cosicche', ad esempio, una persona troppo egoista scivolera' di vita in vita attraverso esistenze sempre piu' miserevoli, e se non sara' in grado di riscattarsi retrocedera' reincarnandosi in corpi di animali.

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Se sei interessato a questi temi leggi La Repubblica di Platone, Hecce Homo di Friedrich Nietzsche e i testi di James Hillman e Carl Gustav Jung.




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