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3-vita a scuola!!! | staimale


3-vita a scuola!!!

All'inizio tutto quello che potevo sentire era la mia testa pulsare e mi sentivo come se il mio intero corpo fosse stato scosso da un bulldozer. La mia bocca era secca e morivo dalla voglia di bere qualcosa per fermare l'insistente bruciore della mia lingua e gola. Aprii gli occhi con cautela e provai a capire dove fossi e perché la sveglia non mi avesse svegliato. Fui salutato dalla vista di una muscolosa schiena, glabra e abbronzata proprio di fronte a me. Scossi la testa e
provai a svegliarmi dal sogno che stavo ovviamente facendo. In quel momento
mi resi conto che non stavo sognando e che ero nudo, fatta eccezione per i
miei CK boxers, a letto con il ragazzo di cui ero stato innamorato per anni.

All'inizio mi feci prendere dal panico e pensai che in quella confusione
mentale dovuta all'alcol, la notte scorsa, avessi fatto avances a Tim. Il
pulsare della mia testa peggiorò e un piccolo brontolio uscì dalle mie
labbra. In quel momento Tim si girò e mi guardò dritto negli occhi.

«Buongiorno ubriacone» mi disse pigramente con voce strascicata.

Lo fissai intenzionalmente e lui ricambiò lo sguardo, io dovetti avere
l'aspetto di uno che stava per urlare o qualcosa del genere perché lui
allora mi spiegò che ero collassato la notte scorsa e lui era troppo ubriaco
per preparare un altro letto così mi trascinò nel suo letto, mi tolse i
vestiti e si addormentò accanto a me.

A quel punto iniziai a calmarmi e il terrore che mi faceva pulsare la testa
cambiò in uno strano stordimento. Tim stava ancora fissando dritto verso me
con quegli occhi spettacolari che sembrava leggessero i miei pensieri.
Chiusi i miei occhi per un momento e provai a prendere fiato ma il mio corpo
sussultò appena sentii qualcosa di caldo e morbido passare velocemente sulle
mie labbra e sentii un dolce e delicato respiro sulla mia faccia.

I miei occhi si aprirono di scatto e vidi Tim morsicarsi il labbro inferiore
in quel modo che mi faceva sempre impazzire.

«Mi dispiace» balbettò, «Io, io, non so so cosa mi è preso, perché l'ho
fatto».

Rimasi disteso, troppo spaventato per muovermi, ma il mio cazzo
immediatamente si mise sull'attenti. Ero completamente scioccato e non
riuscivo a muovere un muscolo o a dire una parola. I profondi occhi di Tim
iniziarono a riempirsi di lacrime e iniziò a singhiozzare silenziosamente e
a distogliere lo sguardo da me.

«Mi dispiace così tanto, è solo che mi piaci veramente e desideravo così
tanto di baciarti, scusa, mi dispiace,...cazzo, c..cazzo»

Si mise a sedere sul letto e seppellì la sua testa nelle mani, mentre iniziò
a tremare e tutto il suo corpo si contorceva. Finalmente riuscii a muovermi
e lentamente mi stesi per tentare di toccare il suo viso. Tim sobbalzò e mi
guardò con la sua bellissima faccia rigata dalle lacrime con una lacrima che
scorreva lentamente dall'occhio giù per la guancia fino a raggiungere il
mento. Io non riuscivo a dire una parola ma anche i miei occhi iniziarono a
velarsi e appoggiai la mia faccia alla sua e dolcemente le nostre labbra si
incontrarono.

Nel momento in cui le nostre labbra si incontrarono la mia bocca si aprì e
la mia lingua gentilmente iniziò ad accarezzare il soffice caldo velluto
della sua mentre incontrava la mia. Subito mi sentii come se stessi
fluttuando e mi sentii più realizzato di quanto mai lo fossi stato in tutta
la mia vita.

Lentamente affondammo di nuovo sul letto senza staccare le nostre giovani
labbra. Strinsi le mie braccia attorno al suo giovane corpo snello e sentii
il calore avvolgermi. Tim fece lo stesso e rimanemmo così per quelle che
sembrarono ore stringendoci e baciandoci.

Quando le nostre bocche si separarono, un sottile filo di saliva le univa
ancora finché non si spezzò e io ritrovai la voce. Guardai nei suoi occhi
sapendo perfettamente che i miei occhi gli stavano dicendo tutto così come i
suoi mi stavano rivelando i suoi sentimenti più profondi.

Non mi stavo assolutamente rendendo conto di quello che stava succedendo,
sapevo che avevo finalmente trovato quel sentimento speciale che stavo
cercando da molti anni, ma ero terrorizzato. Alzai lentamente gli occhi per
guardare nei suoi, erano spalancati e sembravano quelli di un canguro
colpito dai fari di una macchina. Spostai lo sguardo in basso e stava
facendo ancora quella cosa così eccitante con il suo labbro inferiore,
mordendoselo tra i denti. Rimasi steso tra le sue braccia, fissandolo senza
dire una parola. Sembrava come ci fosse un martello pneumatico che faceva
tremare il mio corpo e il mio cuore stava battendo così forte che pensavo
stessi per svenire da un momento all'altro.

Ero così arrapato che il mio cazzo stava spingendo contro i miei boxers
facendosi alquanto insopportabile ma allo stesso tempo deliziosamente
eccitante. Tutto quello che volevo fare in quel momento, era essere stretto
e stringere Tim tra le mie braccia per sempre. Le mani di Tim lentamente
iniziarono a toccare la mia faccia mentre i suoi occhi continuavano a
guardarmi intensamente cercando di leggere i miei pensieri. Mi disse poi che
avevo l'aspetto di uno che stava per vomitare o svenire e che aveva paura
che io stessi per fare l'una o l'altra cosa o, peggio, entrambe.

Il mio desiderio verso di lui si trasformò improvvisamente in paura e cercai
di liberarmi dal suo caldo abbraccio e saltai fuori dal letto. Tim provò ad
afferrare il mio braccio ma mi divincolai e mi dileguai attraverso la stanza
alla ricerca dei miei vestiti. Velocemente afferrai i miei vestiti
'scolastici' dal groviglio di abiti sopra la sedia e li indossai a gran
velocità. Non so perché lo feci, il mio cuore mi diceva di restare e
scoprire cosa Tim voleva farmi capire con tutto ciò ma ero così terrorizzato
dalle conseguenze di quello che stava succedendo che la mia paura mi stava
conducendo fuori da quella stanza e lontano dal mio amato Tim.

Mentre indossavo i miei vestiti detti le spalle a Tim e lui non disse niente
né provò ad uscire dal letto. La mia gola era riarsa e assetata e quando
provai a borbottare le mie scuse e giustificarmi per via del diabete le
parole uscirono come un gracchiamento. Non appena ebbi i miei vestiti
addosso, e non impiegai più di 2 minuti, corsi fuori dalla sua camera da
letto e cercai, inutilmente, di trovare l'uscita della sua casa. I muri del
corridoio sembravano chiudersi attorno a me e il mio respiro si faceva
sempre più affannoso. Vi siete mai sentiti come se foste disconnessi dal
vostro corpo e vi steste guardando mentre fate qualcosa? Beh, quello è ciò
che stavo provando io in quel momento, potevo vedermi come se fossi in una
comica, muovendomi a casaccio cercando di uscire da lì in fretta.

Alla fine trovai la porta principale e l'aprii tirando con forza e mi gettai
fuori nell'aria fresca del mattino. Rimasi lì per un paio di minuti
respirando affannosamente l'aria fresca come se avessi rischiato di annegare
in un pozzo d'acqua. I miei occhi si socchiusero non appena il mio cervello
riconobbe la brillante luce del sole e quasi inciampai mentre correvo verso
la mia auto

Tremai per tutta la strada verso casa e lentamente parcheggiai la macchina
di fronte alla casa dei miei genitori. La macchina di mia madre non c'era e
la casa sembrava deserta, quindi pensai che non ci fosse nessuno in casa.
Finalmente iniziai a rilassarmi perché sapevo che ero al sicuro, ma al
sicuro da cosa? Improvvisamente iniziai a piangere e tutto il mio corpo era
tormentato dai singhiozzi e mi lasciai andare contro il volante della
macchina. Continuai a pensare che cazzata avessi fatto, perché ero così
spaventato, il figo dei miei sogni, il ragazzo che avevo concupito sin dalla
prima volta che lo avevo visto quando mi ha fatto svenire e io ero corso via
come uno stupido testa di cazzo.

Quando finalmente ripresi il controllo di me stesso alzai lo sguardo mentre
i miei singhiozzi diventavano un "tirar su col naso" e la mia faccia e la
mia camicia erano inzuppate di lacrime. Lentamente scesi dalla macchina ed
entrai in casa e andai nella mia stanza. Posai la mia borsa e il violino di
fianco alla scrivania e mi gettai sul letto con la faccia in giù.

Non riuscivo a capire quello che era successo, Tim era la mia più grande
fantasia che avessi mai avuto, mi ero masturbato centinaia di volte su
questo letto sognando e pensando a cosa gli avrei fatto. Misi le mani in
basso e iniziai a giocare con il mio cazzo che non era ancora 'sceso' da
quando ero a letto con Tim. Ero eccitato da impazzire e il mio cazzo
certamente sapeva quello che voleva mentre lentamente afferravo con fermezza
la cappella e muovevo le dita delicatamente lungo l'asta. Mi sbottonai i
pantaloni e lasciai il mio cazzo affamato annusare l'aria aperta, Dio era
così piacevole. Mi sistemai le palle in modo che loro e il duro membro
fossero liberi dai miei boxers e rimasi così, scorrendo il mio cazzo su e
giù disegnando nella mia mente il bellissimo viso di Tim e i suoi profondi
occhi marroni che guardavano dritto nella mia anima.

Mi sentivo prossimo a venire e iniziai ad aumentare la pressione sulla
cappella nel modo che io amo. Con l'altra mano stuzzicavo gentilmente i miei
capezzoli mentre si indurivano e fremevano sotto il mio tocco.
Improvvisamente il mio corpo scosse e il mio respiro diventò sempre più
veloce e irregolare. Le mie palle si strinsero contro il mio corpo e il mio
cazzo diventò sempre più duro finché la cappella non eruttò sperma che mi
colpì faccia, capelli, occhi e il muro dietro di me. Mi sentivo come se le
budella fossero state espulse dal mio cazzo come raffiche dopo raffiche di
caldo sperma fumante atterrato su di me e sul muro. Iniziai a perdere
coscienza nel momento in cui l'estasi dei sentimenti prese il controllo del
mio corpo e caddi in un sonno profondo.

Il mio sonno fu tormentato da strani sogni nei quali ero inseguito dalla
gente, ma tutte le volte che provavo a guardare le loro facce non riuscivo a
mettere bene a fuoco gli occhi e vedevo sempre una massa indistinta di
persone. Continuavo cercando di scappare in stanze che riconoscevo, ma non
sapevo dov'erano. Chiudevo tutte le porte alle mie spalle e scappavo di
stanza in stanza ma le persone continuavano a picchiare contro le porte e a
gridare:
«Esci, vieni fuori, sappiamo dove sei»

mi svegliai sul mio letto sudando come un pazzo, ancora con i miei vestiti
'scolastici' addosso. All'inizio ero completamente disorientato e non capivo
dov'ero che cosa stessi facendo e che giorno fosse. Guardai l'orologio
vicino al letto ma i numeri mi fissavano e non riuscivo a capirli nonostante
fossero proprio dritti di fronte a me. La mia testa stava pulsando con un
rumore battente che non si fermava. ...
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