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*0*Robbie Williams*0* | andry86


*0*Robbie Williams*0*
La storia del mito!
DATA DI NASCITA: 1974 02 13
LUOGO DI NASCITA: Stoke-On-Tent, UK



Il crooner del nuovo milennio.
Volete un nome per l'artista che a fine anni Novanta ha dimostrato quanto i media, spesso e volentieri, ci vedano male, anzi malissimo? Robbie Williams.
Ci vuole molto coraggio - o molta incoscienza e in lui le due qualità si sommano – per abbandonare la boyband più famosa d'Inghilterra, proprio quando è all'apice della carriera. E ci vuole qualcosa di più del coraggio e dell'incoscienza per trasformarsi dal simpatico dei Take That ad una star internazionale come l'Europa non vedeva da tempo: uno degli artisti chiave del Terzo Millennio, papabile per la corona di King of Pop.
VITA E MORTE DI UNA BOYBAND
Robbie Williams nasce nell'Inghilterra centrale il 13 febbraio 1974 e trascorre la sua infanzia per lo più a Stoke-on-Trent. Avendo dimostrato un lampante talento d'intrattenitore fin dalla più tenera età (probabile eredità lasciatagli dal padre, noto comico britannico), partecipa alle audizioni per una boyband nel 1991. Viene subito reclutato insieme ad altri quattro promettenti ballerini canterini per dare vita alla risposta britannica agli americani New Kids On The Block: i Take That.
Insieme diventano il gruppo pop britannico di maggiore successo nei primi anni Novanta e collezionano otto singoli numeri uno nelle classifiche del Regno Unito, oltre a svettare nelle chart europee con hit come "Relight My Fire", "Everything Changes", "Pray" e "Sure". Le fan sbrodolano in delirio ad ogni loro apparizione (memorabile il pirotecnico tour a supporto di "Nobody Else", in cui i 5 regalano alle folle ululanti momenti di voyeuristico piacere con una routine a chiappe al vento), l'etere è intasato dai loro cori dance-pop e gli schermi televisivi sono innamorati delle loro facce.
Ma Robbie (che condivide con Gary Barlow e Mark Owen il ruolo di lead singer) si sente sempre più a disagio di fronte alle aspettative e ai limiti impostigli dalla band. Alla fine abbandona baracca e burattini nel giugno del 1995; secondo altre fonti sarebbe stato cacciato a causa del suo ventilato uso di alcol e stupefacenti. Lo sgomento nei TT-aficionados è enorme, lo scioglimento definitivo degli altri quattro è ormai questione di tempo e avviene all'inizio dell'anno successivo.

UN NUOVO INIZIO (IN SALITA)
I pronostici per Robbie sono sprezzanti: critici e musicofili non scommeterrebero un centesimo sull'esule. L'avventura solista non ingrana subito: appena staccatosi dalla band, è avvistato al festival di Glastonbury insieme ai bad boys del brit-pop, gli Oasis, e i media cominciano a speculare sempre di più sulla sua passione per la vita dissoluta e tossica da aspirante star rock'n'roll. Aspettando (invano) che Noel Gallagher gli regali una canzone che lo aiuti a intraprendere un percorso nettamente opposto a quello fatto con i Take That, Robbie si rende protagonista dei tabloid di tutto il mondo che lo ritraggono visibilmente ingrassato, a riprova del suo stile di vita basato sui party.
Alla fine, il debutto arriva con una cover di George Michael, "Freedom", seguito dalla partecipazione agli MTV Europe Music Awards '96 di Londra in veste di presentatore. Un inizio veramente atipico per chi aveva intenzione di scrollarsi di dosso l'immagine di icona pop.
Comunque, quel brano serve soltanto come tappabuchi, per ricordare che Robbie è ancora vivo e vegeto e ha una voglia matta di ritornare sulle scene in grande stile.

IL RITORNO DI ROBBIE
Nel settembre 1997 pubblica finalmente per la EMI il suo primo album, "Life Thru A Lens", di cui scrive tutti i pezzi insieme a Guy Chambers (destinato a diventare il suo partner abituale e produttore, insieme a Steve Power). È un disco "intriso del senso di pura meraviglia per il fatto di sapere creare qualcosa", dice il suo autore, e anche pieno di confusione, ma in profondità si intravede qualcosa di promettente.
L'LP non ha l'impatto sperato sul pubblico fino all'uscita del quarto singolo, "Angels", una ballata che lancia Robbie come stella nascente del pop e che dà energia propulsiva agli altri brani estratti: "Old Before I Die" (il più influenzato dal sound degli Oasis), "Lazy Days", "South Of The Border" e "Let Me Entertain You" (quest'ultimo accompagnato da un video in cui Williams si reinventa star glam à la Kiss).
"Life Thru A Lens" gli vale due nomination ai Brit Awards e lo porta a esibirsi live di fronte a un’audience di più di 100mila persone al festival di Glastonbury 1998. Su queste premesse, il secondo album, "I've Been Expecting You", riscontra un successo immediato. Scritto velocemente e in gran parte con Chambers durante un soggiorno in Giamaica, il disco vede la luce nell'ottobre del 1998. Robbie-James Bond coinvolge con la contagiosa "Millennium" (che contiene gli arrangiamenti d'archi creati da John Barry per l'avventura di 007 "You Only Live Twice") e affronta l'amarezza della separazione dai Take That in "No Regrets", un'arioso mid-tempo che lo vede collaborare con Neil Tennant dei Pet Shop Boys.

E CHI LO FERMA PIÙ
Niente sembra ostacolare la sua ascesa al gotha delle star; le sei candidature ai Brit (se ne porta a casa tre: Best Male Artist, Best Single e Best Video), insieme all'etichetta di "Man of the Year: No Contest" affibbiatagli dalla patinata rivista The Face e alla sua unione amorosa con Nicole Appleton (una delle All Saints, girlband di successo del momento), sono un'ulteriore conferma della sua nuova, enorme spendibilità. Nel 1999 prova anche ad aprirsi un varco nel mercato americano con "The Ego Has Landed", una compilation ad hoc che racchiude i successi dei due album precedentemente pubblicati in Europa.
Per le canzoni del suo terzo LP, Robbie inizia a lavorare insieme ad amici del gruppo Sound 5 di Stoke su idee più ritmiche, alcune delle quali appaiono in "Sing When You're Winning" nell'agosto 2000. Il disco (per la maggior parte scritto ancora con Chambers) è anticipato dal singolo "Rock DJ", accompagnato da uno scioccante video nel quale Robbie si trasforma in vera e propria carne da macello (una metafora non poco velata di come una popstar venga trattata dai media).
Seguono hit come "Kids" (in duetto con la bella Kylie Minogue, per la quale l’ex-Take That e Guy scrivono altri due brani che appaiono sull'LP "Kylie"), "Supreme" e "Let Love Be Your Energy". Un quinto singolo tratto dall'album, "The Road To Mandalay", appare successivamente nel luglio 2001 come doppia facciata A con una traccia nuova, "Eternity".
Insieme ai Queen incide la cover di "We Will Rock You" inserita nella colonna sonora del film medieval-fantasy "La Leggenda Di Un Cavaliere". E dimostra così che Freddy Mercury ha in lui un erede con i fiocchi. Come i suoi due predecessori, "Sing When You're Winning" vende oltre due milioni di copie nella sola Gran Bretagna.

TEMPO DI SWING
Il 2001 inizia con un vero e proprio martellamento da cronache rosa, quando – dopo aver posto fine alla tormentata relazione con la Appleton – comincia a frequentare l'ex-Spice Girl Geri Halliwell. Ma presto l'attenzione ritorna alla sua musica: dopo aver contribuito con una propria versione al pezzo big-band style "Have You Met Miss Jones?" per la colonna sonora del film "Il Diario Di Bridget Jones", Robbie decide di registrare un intero album in quello stile.
"Swing When You're Winning", pubblicato a novembre, contiene brani resi immortali da Frank Sinatra, Dean Martin, Sammy Davis Jr e altri, artisti che Robbie ha ascoltato, amato e respirato fin da bambino. Molti dei brani vengono registrati nei Capitol Recording Studios di Los Angeles dove a suo tempo erano state incise numerose delle versioni originali, in molti casi con gli stessi musicisti.
L'album si apre con un inedito scritto da Robbie e Guy, "I Will Talk And Hollywood Will Listen" - un'immodesta dichiarazione d'intenti del novello crooner – e continua con vari duetti, come quello storico con Nicole Kidman ("Somethin' Stupid", primo singolo che svetta nelle classifiche) e poi Jon Lovitz, Jane Horrocks, Rupert Everett, Jonathan Wilkes. Addirittura, con la benedizione e l'aiuto della fondazione Sinatra, sentiamo Williams scambiare versi con l'ormai scomparso Ol' Blue Eyes in "It Was A Very Good Year".

L'ICORONAZIONE
Dopo questo mastodontico sforzo, il Prince of Pop vorrebbe prendersi un anno sabbatico, ma le cose vanno diversamente: già ai primi del 2002 esce un film-documentario "Nobody Someday", in cui vengono narrati i drammatici alti e bassi della sua vita durante il tour europeo. In questo periodo riceve il tredicesimo Brit Award: un riconoscimento che supera ogni record.
In aprile appare con il cantante dei Faithless, Maxi Jazz, nel singolo per il progetto world-pop 1 Giant Leap, "My Culture". In estate ritorna alla ribalta dei tabloid perché inizia un flirt con l'ex di Rod Stewart, la modella australiana Rachel Hunter. E nel frattempo ha in cantiere un nuovo LP.
L'album viene inciso in fretta (perché "ogni imperfezione andava apprezzata piuttosto che eliminata") per lo più a Los Angeles. Anche questa volta, la maggior parte dei brani viene composta insieme a Guy Chambers (dal quale si staccherà in modo brusco poco prima dell'uscita del lavoro), tranne "Come Undone", frutto di una collaborazione con i New York Boots Offestad, e "Nan’s Song", la prima canzone creata interamente dal solo Robbie che con essa vuole ricordare la sua tata, scomparsa cinque anni prima.
Molte delle tracce sono incise da un Robbie in costume adamitico, perché il nudo "dà una certa vulnerabilità". Il disco è annunciato dal singolo "Feel", una ballata degna erede di "Angels"; nel clip Robbie si esibisce nei panni del cowboy innamorato della bella Darryl Hannah (la bionda e spietata replicante di "Blade Runner", nonché romantica sirena di "Splash! Una Sirena A Manhattan").
"Escapology" esce finalmente il 15 novembre 2002, proprio il giorno successivo all'attesissima esibizione del divo agli MTV Europe Music Awards 2002. Il peculiare titolo gli è stato ispirato dal leggendario illusionista Houdini ed è un chiaro segno che l'autore vuole togliersi di dosso qualsiasi costrizione, esplorando la fusione fra pop, rock'n'roll, country e soul.

UN ANNO DI GLORIA
Il 2003 è per Robbie un annus mirabilis: osannato, adorato, protagonista sempre e comunque. "Escapology" già a gennaio ha veduto 4 milioni di copie e tutti i singoli che usciranno nel corso dei mesi ("Come Undone", "Something Beautiful") viaggeranno nelle zone alte delle classifiche.
Si rincorrono e accumulano le paturnie sentimentali: a febbraio Robbie viene piantato da Rachel Hunter, poi rimpiange di essere stato troppo timido con Nicole Kidman, si fa sotto (a parole) con Halle Berry e alla fine proclama al mondo di essere solo, stanco di avventure di una notte e in cerca di moglie, possibilmente americana. Tra una pubblica confessione di depressione e un'impennata euforica dovuta agli psicofarmaci, Robbie infila anche la partecipazione come testimonial a una campagna dell'Unicef contro la tratta dei bambini.
Torniamo alle cose di musica: Williams firma a quattro mani con Hans Zimmer il theme-tune di "Johnny English", il nuovo film di Rowan Atkinson, il noto Mr.Bean. In maggio Robert De Niro in persona lo invita ad esibirsi al suo Tribeca Film Festival e lui accetta con entusiasmo, nel tentativo di promuoversi anche negli Stati Uniti, dove è considerato una star minore.
A fine settembre esce "Live In Summer 2003", disco dal vivo che racconta l'esaltante tournée europea – Robbie è un intrattenitore straordinario - attraverso le registrazioni delle tre date di Knebworth, in Inghilterra. In ottobre viene pubblicato invece il libro "Robbie Williams: Tutto Su di Me", edito da Arcana Libri. E a fine mese finalmente si ...
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