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I >riflessi< di mesca | iperborea


I >riflessi< di mesca
Ho sempre saputo che parlavi del sole e della luna e delle nuvole che sono in noi e che la tua voce si confondeva con il giardino.
Sapevo che sempre avrei trovato un uccello che cantava sulla tua spalla.
E che là dov´eri c´era sempre un volo...
Così ora mi basta la piccola scala del tuo nome che porta al sentiero del rovo e del lampone.
Mi basta il tugurio della tua parola.
Che respira.

>*<>*<
2 Comments:
Né una stella né un demone ti chiesero di esistere. Né una stella né un demone ti domandano quando vuoi morire. Ma insiste l'ora e l'ombra di quel tuo uccello si propaga dalla spalla, insiste nelle frazioni e nei multipli di devastazione che cogli nell'Altro, che ti rende dai suoi occhi malati, come specchio. Né una stella né un demone ti chiedono di scrivere la vita e tentare di stringere il sogno e la memoria e guardarli sfuggire tra le dita....... È la penna l'ago del veleno che ti infliggi.
17.07.2012 08:02 EDT
Mi invitasti con così poche parole..... Eri appena entrata con molta luce e questo mi accecava, ti proiettava di ombre/nuvole. Pertanto mi appoggiai contro quel muro. Felice l'uomo che deve conoscersi attraverso il tuo sguardo. Felice colui che non è il centro ma lo contiene vicino a sé. Tutto quel tuo nero, astro da nutrire, come sanguinava in me..... Dentro e fuori. Abbandonato. Ma nascosto nella tua sete. Andai verso di lui, verso le mie mani. Dentro il seme del tuo nome..... E di questo io sempre: ti ringrazio. (mescalina)
17.07.2012 08:02 EDT


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